giovedì, 30 novembre 2006

Da Greenreport.it

A Massa – Carrara aumentano i rifiuti e cala la raccolta differenziata
 
MASSA. Oggi nel nostro viaggi nei rifiuti urbani ci trasferiamo all’estremo nord-ovest della Toscana, nell’Ato 1 della provincia di Massa Carrara. La popolazione praticamente nel 2005 è ferma: 200.403 abitanti (+ 117 sul 2004) e con le presenze turistiche si raggiunge una popolazione effettiva dell’Ato di 204.102, ma i rifiuti urbani raggiungono le 139.280 tonnellate con un aumento di 2.075,30 t. in un anno ed una produzione di rifiuti pro-capite di 682kg/anno.
E’ proprio uno dei due capoluoghi, Massa, a produrre più r.u. totali (60.112,16 t.) e pro-capite (832,12 kg/ab/anno) Mentre Carrara si attesta a 39.945,71 t. e 612,62 kg/ab/ann.
A produrre meno rifiuti pro-capite è la piccola Zeri dove i 1310 abitanti raggiungono a testa i 454,83 kg.Ma l’Ato 4, nonostante una sostanziale stabilità abbandona la quota del 30% di raccolta differenziata conquistata nel 2004 e scende, con un calo dello 0,21%, al 29,90 a causa del calo registrato in 6 dei 17 comuni della provincia.Solo Bagnone supera quota 40 (40,22%), seguita da Casola in Lunigiana con il 38,97% e da Podenzana (35,78%) e Pontremoli (35,31%), sono questi gli unici centri dell’Ato a centrare il 35% del decreto Ronchi e, se si esclude Pontremoli con 8.028 abitanti, siamo di fronte a comuni di 1000/2000 abitanti.Massa è praticamente bloccata: 32,06% e + 0,02 sul 2004, mentre Carrara arranca al 25,26% e cala dell’1,14, attestandosi così sul terzo gradino più basso della classifica della raccolta differenziata, dietro solo Fivizzano con il 22,50% (-1,02) e Zeri al 23,27 (-0,54).Salgono invece la riciclona Bagnone con + 4,34 sull’anno precedente, Montignoso che raggiunge il 30,94% e cresce del 4,14 grazie anche al fatto di essere l’unico comune dell’Ato ad usufruire dell’incentivo composter dell’1,70, e Casole in Lunigiana con un aumento del 3,92%.Il Comune dell’Ato 1 che cala di più è Aulla che scende sotto la soglia del 35% (34,36) a causa di una diminuzione della raccolta differenziata del 3,50, a seguire nella classifica dei segni meno sono Filattiera (-2,24) e Comano (- 1,98%).
 
A proposito di questa notizia un solo rilevo: la popolazione turistica presente a Massa-Carrara è completamente sbagliata. Si basa infatti solo sui dati turistici ufficiali, quelli delle strutture ricettive (alberghi, campeggi, ecc.), mentre a Massa-Carrara il turismo è soprattutto seconde case e case in affitto che non sono rilevate nelle statistiche ufficiali. Per dare l’idea, in estate, nella zona di costa, tra presenze ufficiali e nelle case è come se ogni giorno sorgesse un’altra città di 50.000 abitanti!!!
Tuttavia anche questa precisazione, non inficia il dato di fondo di questa notizia: a Massa-Carrara aumentano i rifiuti e cala la raccolta differenziata.  
 
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categoria:rifiuti
giovedì, 30 novembre 2006
Secondo una recente indagine Istat, ogni giorno in Italia si verificano in media 617 incidenti stradali, che causano la morte di 15 persone e il ferimento di altre 860.
Nel complesso, nel 2005 sono stati rilevati 225.078 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 5.426 persone, mentre altre 313.727 hanno subito lesioni di diversa gravità.
Rispetto al 2004 si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-1,8%), del numero dei morti (-4,7%) e del numero dei feriti (-2,7%). L'analisi dell'incidentalità nel lungo termine evidenzia un andamento crescente del numero degli incidenti e dei feriti nel periodo 1991-2002. A partire dal 2003 inizia un trend discendente, attribuibile anche in parte all'entrata in vigore del Decreto Legge n. 151 del 27 giugno 2003 che ha introdotto la patente a punti e nuove regole in tema di codice della strada.
A Massa-Carrara il trend è il seguente:
 
Anno
Incidenti
Morti
Feriti
2003
1.193
25
1.543
2004
1.071
21
1.460
2005
1.011
14
1.327
 
Dal 2003 al 2005, gli incidenti sono diminuiti del 15,2%, i morti del 44,0%, i feriti del 14,0%.
Mentre ci fa piacere riscontrare nella nostra provincia un andamento migliore che nel resto del Paese (anche se continua ad essere troppo elevato il tributo pagato alla civiltà dell’automobile), una domanda piccola piccola, sorge spontanea: perché non sono diminuiti proporzionalmente i premi assicurativi? Non solo, a questo punto, non è giustificato nessun incremento delle assicurazioni, ma si dovrebbe procedere ad una riduzione …
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categoria:ambiente
mercoledì, 29 novembre 2006
Quando il sindaco di Carrara Giulio Conti, nell’ultimo Consiglio Comunale, si è rivolto a Simone Caffaz dicendogli: “ Fermati perché di devo dare il lesso”, Simone si è offeso ed ha abbandonato i lavori perché:
a)      E’ vegetariano;
b)      Preferiva una bistecca;
c)      Perché era lesso cinese portato da Tonarelli;
d)   Non sapeva come votare sulla rendicontazione della strada dei marmi. Dopo averla definita "La strada dei faraoni", Forza Italia si è astenuta
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mercoledì, 29 novembre 2006

Nel 2002 alle elezioni comunali, furono presentate 20 liste, l’aria che tira, ad ancora molti mesi dalle elezioni, fa presupporre che questo record sarà superato. Ogni lista, se non ricordiamo male, può presentare 30 candidati per il consiglio comunale e 12 candidati per ognuna delle cinque circoscrizioni della città. In totale 90 posti. Nelle ultime elezioni politiche gli aventi diritto al voto erano 54.022 ed i votanti 44.356. Le venti liste disporrebbero di complessivi 1.800 posti (se saranno solo venti!). Quindi, teoricamente, potrebbe esserci “un candidato a qualcosa” ogni 30 aventi diritto al voto o ogni 25 votanti. Insomma, la tendenza è….un politico in ogni famiglia! Sfortunate quelle famiglie che, statisticamente, di politici ne avranno due! Sai che liti per contendersi il voto della nonna…se non sarà candidata anche lei nelle quote rosa.   

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categoria:elezioni
martedì, 28 novembre 2006
Ci sia consentito per una volta , “farci festa”…purtroppo amaramente…
A)    Avevamo previsto (documentato) che quella di Deaglio si sarebbe rivelata una bufala ed un boomerang per la sinistra…
B)     Oggi al TG3 delle ore 14,00 è stata data la notizia del finanziamento per la progettazione della pontremolese. In questo blog la notizia è stata scritta mercoledì 22 novembre alle ore 14,47, come ognuno può verificare. Non è che noi siamo bravi, è che a livello regionale siamo considerati la periferia del Granducato e veniamo dopo…
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martedì, 28 novembre 2006
Quest’anno si è festeggiato (si fa per dire), il 27° anno di dibattiti “ufficiali” attorno alla costruzione del porto turistico (partendo dalla L.R.. n°16 del 9/8/1979 “Ordinamento dei porti e degli approdi turistici della Toscana”).
Scriviamo “ufficiali” perché quelli “ufficiosi” risalgono ad ancora prima, ma come le “grandi” questioni storiche, una data di inizio dovevamo pur metterla!
In 27 anni abbiamo personalmente conservato 14 diverse e successive proposte progettuali, per uno sviluppo, nella nostra libreria, di circa 70 centimetri, ma siamo fiduciosi nell’incremento della sicuramente incompleta, raccolta di studi corredata d’analisi “meteomarine”.
In 27 anni non c’è stato architetto, ingegnere, studio professionale, ecc. che non abbia disegnato (“gratis” o a pagamento), il proprio porto turistico: più progetti che tentativi d’imitazione della nota Settimana Enigmistica….
 In 27 anni il “porto” o “porticciolo” turistico (diversamente chiamato o per enfatizzarne i benefici e gli apporti economici o per diminuirne l’impatto ambientale), sospinto da una misteriosissima, ma virtuale forte corrente (marina o politica?) è progressivamente scivolato, sulla carta, da nord verso sud. Partì, come ubicazione, dal braccio di mare antistante la Fossa Maestra ai confini con Marinella di Sarzana, si fermò un attimo alla radice del molo di ponente del porto commerciale, entrò nel porto commerciale come razionalizzazione dell’esistente Club Nautico; fuoriuscì per posizionarsi in diverse soluzioni progettuali tra il Carrione ed il Lavello, si spostò progressivamente verso il Lavello, entrò (soluzione “interrata”) dentro la Zona Industriale e raggiunse persino la Colonia Fiat ed il torrente Ricortola (!) per ritornare al Lavello nel P.R.G. del porto commerciale di Carrara.
Perché Carrara vuol realizzare un porto turistico? Da sempre e nell’ordine, per le seguenti tre ragioni: a) liberare il porto commerciale dalle imbarcazioni da diporto e quindi recuperare spazi per il Cantiere Navale e per il porto commerciale; b) per incrementare lo sviluppo della nautica; c) per rilanciare il turismo. In realtà però, fino ad epoca recentissima, l’ultima motivazione, per Carrara era quella meno importante: il porto turistico, da questo versante della Foce, era visto soprattutto in una visione “industrialista” che rivelava la subalternità del turismo all’industria nel vecchio e superato modello di sviluppo.
Per Massa, in passato, scettica sulla realizzazione del porto, ed oggi apparentemente più convinta, l’ordine d’importanza delle tre motivazioni è esattamente rovesciato. In realtà un porto turistico si costruisce per attrarre segmenti più qualificati di domanda turistica, i restanti effetti, pur importanti, non possono essere prevalenti. Per questo necessita di un retroterra, di essere inserito in un sistema turistico, di strutture di tipo alberghiero e commerciali qualificate, di locali pubblici, ristoranti, ecc. di qualità, proprio per mantenere il loco l’indotto. Infatti, un porto turistico tra il Carrione ed il Lavello, pur fattibile dalla sola Carrara come “ultima ratio”, risolverebbe i problemi delle imbarcazioni nel porto commerciale, della nautica, ma avrebbe una limitata influenza sul decollo turistico dell’area proprio per la mancanza di un significativo retroterra libero, sarebbe in sostanza esclusivamente un “approdo”. Inoltre 27 anni di studi e chili di carte, hanno inequivocabilmente dimostrato che più ci si allontana dal porto commerciale e più aumentano i rischi d’erosione del litorale. Per parlar chiaro, un “marina” davanti alla colonia Fiat o Torino sarebbe una “bomba ecologica” da contrastare con ogni mezzo. L’unica soluzione razionale anche per il porto commerciale, con un sufficiente retroterra seppur da riqualificare, con la possibilità di ricavare ulteriori darsene verso l’interno, resta a “cavallo” del Lavello, con una capienza che permetta da un lato, un decoroso ricovero per le imbarcazioni già esistenti e, dall’altro un numero ben maggiore di veri “nuovi” posti barca.
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categoria:turismo, porto turistico
lunedì, 27 novembre 2006
Questa provincia, “Cenerentola” della Toscana, non è tale in tutte le sue manifestazioni economiche, a volte però, anche quando eccelle, non si sa vendere, non sa rivendicare un ruolo all’interno della Regione.
Nei primi sei mesi del 2006, Massa-Carrara ha esportato beni per un valore di oltre 749 milioni di euro, questa cifra rappresenta il 6,4% di tutte le esportazioni della Toscana.
 Le esportazioni complessive apuane sono aumentate, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del +69,7%, crescendo in valore assoluto di circa 308 milioni di euro. Una dinamica nettamente soddisfacente, che da un lato conferma il già positivo dato registrato nel primo trimestre dell’anno (+44,8% per un incremento di 92 milioni di euro), e dall’altro pone definitivamente termine al preoccupante risultato registrato a consuntivo dell’anno 2005, quando le nostre esportazioni mostravano una sensibile contrazione, con perdite nell’ordine dei 470 milioni di euro.
L’ottimo risultato del primo semestre dell’anno diviene ancor più interessante se comparato con le tendenze positive, ma di minor entità, registrate sia a livello nazionale (+10,6%) sia regionale (+11,1%).
Nel contesto della regione Toscana la performance di Massa-Carrara non ha eguali, distanziando notevolmente tutte le altre province che comunque, eccezion fatta per Prato e Grosseto, mostrano valori dei flussi in uscita apprezzabili.
Sempre nel semestre, la Toscana ha registrato un incremento assoluto dell’export pari a 1.173 milioni di euro, ciò significa che Massa-Carrara, da sola, ha contribuito per il 26,2% a tale crescita.
Ancora, il saldo attivo in valore tra esportazioni ed importazioni, è stato pari, in Toscana a 2.713 milioni di euro, quello di Massa-Carrara pari a 479 milioni di euro, abbiamo quindi contribuito al 17,7% del saldo attivo della bilancia commerciale della regione, un risultato non da poco.
Ne dovrebbe conseguire, nell’interesse della Toscana stessa e non solo della provincia di Massa-Carrara, che occorrerebbe far di tutto per incrementare questo asse strategico, in altri termini un adeguamento qualitativo delle infrastrutture locali (porto di Marina di Carrara, pontremolese, terza corsia autostradale, ecc.) e dei servizi alle imprese orientate all’export (ad esempio il centro di ricerche per l’innovazione del settore lapideo presso l’Internazionale Marmi Macchine).
Invece…ci lasciamo dire, cosa del resto vera, che il peso dell’export apuano ed i suoi incrementi dipendono essenzialmente dalla presenza del Nuovo Pignone.
Ma ciò che è vero per noi, per altre realtà è spesso rimosso: cosa sarebbe l’economia senese senza la presenza del Monte dei Paschi? O l’industria pisana senza la Piaggio?
A Firenze si ragiona in modo diverso. Si scrive “La prima metà del 2006 fa registrare un aumento del valore dei beni esportati dalla Toscana rispetto allo stesso periodo del 2005, si conferma con il secondo trimestre un significativo recupero delle vendite all’estero, con tassi di crescita in linea con la media nazionale” . Affermazione incontestabile visto che l’incremento export della Toscana è stato pari al 10,6% e quello nazionale all’11,1%, ma se non ci fosse stato l’incremento di Massa-Carrara e quindi del Nuovo Pignone, questa affermazione dei “tassi di crescita in linea con la media nazionale”, sarebbe ancora vera? Sicuramente no.
Ancora “…si registra un andamento fortemente positivo nelle esportazioni di macchine ed apparecchi toscani”. Fatto altrettanto vero, ma perché non si aggiunge che ciò è dovuto principalmente al Nuovo Pignone di Massa-Carrara?
Noi in Toscana siamo spesso citati per i nostri piagnistei, perché non sappiamo metterci d’accordo su nulla, siamo considerati “pittoreschi”, a noi è stato appiccicato il cliché di “marmo & anarchia”, non a caso i pezzi del Tg3 regionale sono spesso note più o meno di colore attorno a questi argomenti. Forse dovremmo imparare a farci rispettare di più, forse dovremmo venderci meglio, forse davvero, almeno tra di noi, sarebbe l’ora, come si dice con una frase abusata, di “fare sistema”.
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categoria:economia massa-carrara
domenica, 26 novembre 2006
Ho scritto il post RICONTATE LE SCHEDE BIANCHE A MASSA-CARRARA, ieri 25/11/06 alle ore 9,45. Sempre ieri, nel blog di Beppe Grillo, alle ore 22,29, compare un link a questo sito http://xoomer.alice.it/broglio (dove, con diversa e più ampia documentazione, si sostengono le stesse tesi). Anche l’autore di queste analisi è di sinistra (lo scrivo per colui che fa i titoli de La Nazione, ed il riferimento è all’articolo comparso oggi in cronaca di Carrara e che ci riguarda). Doverosamente ringraziamo il quotidiano per aver diffuso il nostro post e per la citazione del blog.  

Le sezioni elettorali a Carrara sono 72 ed a Massa 80. Per verificare i verbali cartacei (per i soliti San Tommaso) di 152 sezioni, ricavando semplicemente il numero delle schede bianche, occorrono due ore e due persone (se i “brogli” non esistono a Massa ed a Carrara non esistono da nessuna parte e viceversa, secondo l’ipotesi avanzata da Carmagnini/Deaglio). In sostanza per chiudere questa storia in tempo brevissimo, senza impegnare troppe risorse pubbliche di personale e denaro, e dedicarsi ai veri problemi del Paese, è sufficiente una verifica a campione in alcune province.   

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categoria:politica, elezioni
sabato, 25 novembre 2006
Oggi una sbornia di numeri!
Abbiamo fatto e rifatto le percentuali sulle schede bianche alle recenti elezioni politiche 2006, ricavando i dati dal sito ufficiale della Prefettura di Massa-Carrara.
Una delle tesi del film “Uccidete la democrazia” di Cremagnini /Deaglio è  che “il numero delle schede bianche è improvvisamente calato in tutte le regioni appiattendosi tra l'1 e il 2 per cento ovunque”.
Osserviamo questo fenomeno in provincia di Massa-Carrara. Le schede bianche alle ultime elezioni, alla Camera, nei vari comuni della provincia, calcolate sui votanti, davano le seguenti percentuali: Aulla (1,1%), Bagnone (1,3%), Carrara (0,8%), Casola (1,5%), Comano (1,4%), Filattiera (2,3%), Fivizzano (0,9%), Fosdinovo (1,0%), Licciana Nardi (1,1%), Massa (0,8%), Montignoso (0,7%), Mulazzo (1,3%), Podenzana (1,1%), Pontremoli (1,3%), Tresana (1,2%), Villafranca (1,7%), Zeri 2,1%. Totale provincia 0,9%.
In una provincia così  diversa al suo interno, per territorio, economia, cultura, comportamenti elettorali, la percentuale delle schede bianche oscilla in 15 comuni su 17, tra lo 0,7% di Montignoso e l’1,7% di Villafranca, con soli due comuni, Filattiera e Zeri con una percentuale di poco superiore al 2%.
“Apparentemente” il fenomeno dell’appiattimento della percentuale delle schede bianche sarebbe verificato anche a Massa-Carrara. Ma è proprio così?
In realtà, è solo una percezione “ottica”, definiamola così dei numeri. Se scrivo 3% e poi 7%, percepisco immediatamente la differenza relativa (4%) e rilevo che 7 è più del doppio di 3, ma se scrivo 0,3% e 0,7%, i due valori mi sembrano apparentemente vicini, non apprezzo la differenza, quando invece è ovvio che i rapporti tra i due numeri sono come quelli dell’esempio precedente.
Così se a Montignoso le schede bianche sono state lo 0,7% ed a Comano l’1,4%, significa che le schede bianche a Comano sono state più del doppio che a Montignoso (altro che appiattimento).
Presentiamo un esempio da manuale.
CAMERA:
Carrara. Votanti 44.356. Bianche 338, 0,762% (cioè 0,8%)
Massa. Votanti 48.814. Bianche 374, 0,766% (cioè 0,8%)
SENATO:
Carrara. Votanti 41.062. Bianche 345, 0,840% (cioè 0,8%)
Massa. Votanti 44.826. Bianche 372, 0,829% (cioè 0,8%)
Dunque a Massa ed a Carrara, al Senato ed alla Camera, la percentuale di schede bianche sembra identica! Questo fatto potrebbe far sospettare brogli, ma non è così, perché le differenze esistono non nell’unità, ma nei decimali successivi delle percentuali.
Perché è avvenuto questo fatto? Perché in realtà, le schede bianche sono effettivamente crollate rispetto, ad esempio alle politiche del 2001 e quindi l’incidenza delle bianche sui voti validi si è ridotta, determinando il fenomeno dell’appiattimento.
Nel 2001, a Massa ed a Carrara le schede bianche furono tre volte superiori. Alla Camera a Carrara 1.054, a Massa 1.171, la percentuale sui votanti delle schede bianche dava 2,3% a Carrara e 2,4% a Massa.
 
* * *
 
Il film sostiene l’esistenza di un programma informatico che avrebbe modificato, meglio, tradotto le schede bianche in voti a Forza Italia. Questo programma sarebbe stato operativo nella fase di trasmissione dei dati dalle Prefetture al Viminale. Di conseguenza, i dati sulle schede bianche sarebbero esatti dai seggi fino alle Prefetture ed è per questo che si chiede di ricontare le bianche. Dovrebbe esserci, se la tesi è vera, una differenza tra la somma dei verbali ed il dato finale.
Noi questa verifica l’abbiamo già fatta! Semplicemente utilizzando i dati presenti nel sito del Comune di Carrara!
Anzi, a dimostrazione abbiamo preso 4 seggi a caso di Carrara (i primi quattro), ma chi si vuol divertire ulteriormente può farlo agevolmente.
Nel seggio n°1 quello posto nella sala di rappresentanza del Palazzo Comunale, nelle elezioni per la Camera del 2001 le schede bianche furono 16, nel 2006 solo 2;
Nel seggio n°2 Via Chiesa/Solferino “Saffi”, 23 bianche nel 2001, 8 nel 2006;
Nel seggio n°3, stessa ubicazione, 14 bianche nel 2001, 5 nel 2006;
Nel seggo n°4, stessa ubicazione, 21 bianche nel 2001, 6 nel 2006….E NON DIMENTICHIAMO CHE NEI SEGGI LE SCHEDE SI CONTANO A MANO!
Ma allora, in questo caso, quando i numeri delle schede bianche partono per via informatica dalle Prefetture al Viminale, il calo c’è già stato e crolla la tesi principale del film!
Non avviene nel secondo passaggio dalle Prefetture al Viminale e quindi non c’è stato alcun trasferimento di voti dalle bianche a Forza Italia.
 
* * *
Noi avanziamo queste modeste spiegazioni.
I sondaggisti hanno cannato i sondaggi per il forte recupero di Forza Italia negli ultimi giorni della campagna elettorale (grazie alla promessa dell’abolizione dell’ICI).
Calano le schede bianche anche se non aumenta la partecipazione totale, perché chi si reca alle urne tende maggiormente ad esprimere un voto, altrimenti resta a casa.
E’ un dato “sociologico”, sta venendo meno la paura di essere schedati se non si partecipa alla espressione del voto. Non molti anni fa, una parte consistente dell’elettorato, soprattutto i più anziani, erano convinti che non andando a votare, ne avrebbero avuto un danno, seppur generico. Andavano quindi a votare, ma inserivano nell’urna la scheda bianca. Oggi questo tipo di elettore resta a casa e calano le schede bianche.
Ma esistono ovviamente, altre possibili spiegazioni politiche e sociologiche, senza andare a disturbare “i brogli” informatici.
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categoria:politica, elezioni
venerdì, 24 novembre 2006

Quando, periodicamente, l’ISTAT od altri Istituti di ricerca, comunicano i dati sul valore aggiunto provinciale pro capite, la ricchezza prodotta, non si può fare a meno di notare come quello di Massa-Carrara sia l’ultimo tra le province della Toscana, ultimo tra le province del Centro Nord, distante ed inferiore al valore aggiunto medio nazionale ed immancabilmente, nascono le polemiche su Massa-Carrara “Cenerentola” o “in via di meridionalizzazione”, ecc.

Una visione che contrasta fisicamente con i prezzi delle case, gli stili di vita, le abitudini ed i consumi che osserviamo tutti i giorni anche senza i numeri dell’economia.

Infatti,troppo spesso ci si dimentica della nostra storia e della conformazione geografica, economica e sociale di Massa-Carrara che è segnata dalla “separazione” della zona interna della provincia dall’area litoranea formata dai comuni di Massa, Carrara e Montignoso, “separazione che, seppure affonda robuste radici nelle condizioni oggettive che derivano dalla particolare dislocazione geografica e dal tipo di conformazione territoriale che caratterizzano la Lunigiana, ciò nondimeno è venuta crescendo ed accentuandosi all’ombra di un indirizzo generale di politica economica che ha fatto proprio dell’agricoltura e delle zone collinari e montagnose i suoi bersagli più colpiti”. Quindi “di ciò si deve tener conto ad evitare giudizi inadeguati e considerazioni non corrette, che magari sfuggono in un quadro complessivo tracciato sulla scorta di dati aggregati a livello provinciale” (Quadri di economia apuana, SEA, 1978).

Queste considerazioni metodologiche sono in parte valide ancora oggi ed in particolare nei confronti proprio del valore aggiunto provinciale.

L’ISTAT infatti, oltre al dato aggregato provinciale fornisce una ulteriore disaggregazione per SLL (Sistemi Locali di Lavoro), costruiti sulla base dei flussi di pendolarismo per motivi di lavoro. Gli SLL della provincia di Massa-Carrara sono i seguenti quattro: di “Aulla” (comuni di Aulla, Casola, Comano, Fivizzano, Licciana Nardi, Podenzana e Tresana), “Pontremoli” (comuni di Pontremoli, Bagnone, Filattiera, Mulazzo, Villafranca in Lunigiana e Zeri), “Carrara” (comuni di Carrara e Ortonovo) e “Massa” (comuni di Massa e Montignoso). Come si nota, rispetto all’aggregazione amministrativa, Ortonovo è con Carrara, mentre Fosdinovo gravita sulla provincia di La Spezia.

In questi SLL il valore aggiunto pro capite è il seguente: Aulla 11.212 euro, Pontremoli 10.892 euro, Carrara 17.200 euro, Massa 18.725 euro. I SLL della Lunigiana hanno un VAC pari a circa la metà di quello regionale e molto distante dal dato medio nazionale, Carrara si avvicina alla media nazionale e Massa ha un valore superiore alla media nazionale. Inoltre, le differenze all’interno della provincia sono piuttosto marcate: il VAC di Pontremoli è pari al 58% di quello di Massa. Diciamo subito che l’aggregazione proposta è particolarmente penalizzante per la città di Aulla che, da altre fonti, sappiamo avere un VAC superiore alla media nazionale.

Comunque le differenze tra le due aree della provincia emergono con tutta evidenza: Carrara, Massa, Montignoso ed Aulla hanno un VAC in linea o superiore al dato medio nazionale, la Lunigiana nel suo complesso si situa tra le aree più svantaggiate del Centro Nord del Paese.

Evidentemente quando si sommano valori così distanti, il dato medio provinciale ne risente. Tuttavia è bene ricordare che nei quattro comuni citati (i tre della Costa più Aulla) risiedono i tre quarti della popolazione provinciale che quindi ha un livello di valore aggiunto e di ricchezza prodotta,  in linea o superiore a quello del Paese.

 

La gran parte della popolazione provinciale ha un reddito disponibile superiore o in linea con la media nazionale. 

Aggiungiamo poi un’altra differenza non solo tecnica tra “reddito prodotto” e “reddito disponibile”, cioè quanto effettivamente i cittadini hanno nelle loro tasche.

Come è noto, nel reddito disponibile entrano a far parte, contrariamente al reddito prodotto, i trasferimenti pubblici (pensioni) e finanziari (interessi) ed inoltre il reddito disponibile risente a livello territorialmente disaggregato, della ricchezza percepita dai residenti di una località che operano economicamente in località diverse dalla residenza (fenomeno particolarmente rilevante per il conosciuto caso del pendolarismo lunigianese, verso Sarzana, la provincia di La Spezia e, in misura minore, quella di Parma). Banalizzando, il reddito prodotto dall’operaio di Aulla che lavora nei cantieri navali di La Spezia, contribuisce a formare il reddito prodotto di La Spezia, ma è invece conteggiato nel reddito disponibile di Massa-Carrara. Inoltre, proprio per ragioni demografiche (l’accentuata tendenza all’invecchiamento della popolazione), le pensioni, che non sono conteggiate del reddito prodotto, rappresentano invece una risorsa fondamentale per l’economia provinciale. Per ultimo gli interessi sui capitali depositati, certo, sempre più miseri, costituiscono una fonte rilevante soprattutto per le popolazioni “risparmiose” della Lunigiana. Quindi il quadro del reddito disponibile è assai diverso da quello del reddito prodotto.  

Infatti, nel 2001 il reddito disponibile pro-capite a Massa-Carrara era pari a 14.629 euro contro i 14.683 euro dell’Italia, tenendo conto delle differenze nelle diverse aree della provincia, possiamo tranquillamente affermare, che tutta la zona di costa e una parte dei comuni della Lunigiana, hanno un reddito disponibile superiore alla media nazionale.

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categoria:economia massa-carrara