Poveri e umiliati
Uno dei miei ricordi più “antichi” è questo. Frequentavo l’asilo Finelli ad Avenza (quindi avevo meno di sei anni!) ed era gestito, come del resto oggi, dalle suore.
Ma allora l’asilo si trovava in un edificio, oggi demolito, che sorgeva nel giardino della biblioteca comunale. Al mattino, mentre noi eravamo nelle classi a disegnare o a giocare, nel cortile si formava una lunga fila di persone, dal cancello d’ingresso fino al refettorio, in genere anziani, avevano in mano per lo più una scodella o un pentolino di alluminio o anche una bottiglia di vetro. Facevano la fila per ricevere un po’ di latte, che le suore, con un mestolo, versavano nei recipienti.
Erano facce tristi, ma soprattutto umiliate, erano i poveri.
Allora c’era anche l’E.C.A. sigla credo per Ente Comunale Assistenza, chi aveva la tessera dell’E.C.A. non pagava sul filobus.
A Carrara c’era il detto “Va un po’ all’ECA!” , pronunciato con disprezzo e come offesa.
La tessera che vuol istituire Berlusconi per i poveri, mi ha ricordato queste cose…




