giovedì, 23 ottobre 2008
RIUSCIRA' COLANINNO A VENDERE I CANTIERI RODRIQUEZ A FINCANTIERI?
"Terra Mare Cielo" era lo slogan  fortunato che la Fiat lanciò negli anni '70 per affermare la sua presenza  nell'industria dell'automobile, in quella aeronautica e dei trasporti marittimi. È lo stesso slogan che sembra aver ispirato le strategie di Roberto Colaninno, l'imprenditore mantovano che dopo le disavventure di Telecom, ha recuperato credibilità con il rilancio della Piaggio e dei Cantieri Navali Rodriquez. Adesso è alle prese con la patata bollente dell'Alitalia e la sfida del cielo si fa ogni giorno più difficile.

Ieri da Bruxelles dove una botta di fortuna ha fatto diventare commissario per i Trasporti l'ex-giornalista monarchico Antonio Tajani, è arrivata la notizia che i 300 milioni di euro concessi da Prodi dopo il fallimento della trattativa con AirFrance, sono da considerare a tutti gli effetti aiuti di Stato. E se non sarà dimostrata un'assoluta "discontinuità" tra la vecchia Compagnia di bandiera e quella della cordata Cai, Colaninno e i capitani coraggiosi senza quattrini dovranno rimborsare il Tesoro.

La telenovela Alitalia ha dimostrato che ci sono mille modi per infrangere le leggi e farsi beffa dei conflitti di interesse, per cui la spada di Damocle di Bruxelles non sembra per il momento rovinare il sonno di Colaninno. Piuttosto lo preoccupano altri problemi come quello dei piloti che sono ritornati sulle barricate accusandolo di essere un negriero, e il crollo dei passeggeri che nel mese di agosto quando il turismo esplode, ha toccato quasi il 30%.

Le nubi per Colaninno sono comunque soprattutto di natura finanziaria perché il crollo di Lehman Brothers rischia di creargli un grande problema di liquidità. È pur vero che i giapponesi di Nomura, nuovi acquirenti della merchant bank americana, hanno riconfermato ieri al vertice di Lehman Brothers Italia Ruggero Magnoni, l'uomo che ha sempre sostenuto Colaninno nelle sue scalate, ma non è affatto scontato che i nuovi proprietari del Sol Levante siano d'accordo ad aiutare il tandem Magnoni-Colaninno nell'affare Alitalia.

Per questa ragione l'imprenditore mantovano non è rimasto con le mani in mano e quando ha visto crollare a New York la torre finanziaria di Lehman Brothers ha cominciato a guardarsi intorno per vendere qualche gioiello di famiglia. L'occhio svelto di Colaninno è andato sui Cantieri Rodriquez, che la sua Immsi ha acquistato nel 2004 senza soldi pubblici, ma con l'aiuto fondamentale di Gaetano Miccichè, il braccio destro di Corradino Passera che oggi sta aiutando Colaninno nel salvataggio di Alitalia.

Secondo le voci che girano a Milano adesso Colaninno vorrebbe mettere sul mercato la società delle navi e avrebbe individuato in Fincantieri l'acquirente ideale. C'è però un problema: l'amministratore delegato di Fincantieri, la società pubblica che costruisce i colossi del mare, è Giuseppe Bono, un vecchio "boiardo" che nel 2002 ha preso il timone della società al posto di Pierfrancesco Guarguaglini. Oggi Fincantieri gode di ottima salute con un fatturato di circa 3 miliardi di euro nel segmento delle crociere di lusso e punta alla quotazione in Borsa nel 2009.

A quanto pare Bono non ha alcuna intenzione di acquistare i Cantieri Rodriquez di Colaninno sui quali le valutazioni sono discordi, e tantomeno di prestare il fianco all'accusa di mettere soldi pubblici a disposizione dei privati che vogliono volare senza la benzina nel portafoglio.

da dagospia

 


postato da: ottopassi alle ore 23:36 | Permalink | commenti
Commenti

categoria:cantiere, marina di carrara